A Firenze il progetto calcistico si è fermato, la priorità è il fair play. Ma guai a dirlo...

 di Leonardo Petri Twitter:   articolo letto 861 volte
A Firenze il progetto calcistico si è fermato, la priorità è il fair play. Ma guai a dirlo...

Non avendo nessuna aspettativa per ciò che avrebbe potuto fare la proprietà della Fiorentina, anche dopo la cessione di Alonso, non sono personalmente deluso ma, a dire il vero, molto rammaricato per coloro i quali pensavano che ancora, a Firenze, si ragionasse in termini di progetto calcistico. Il calcio, a Firenze, si è fermato, per lasciare il passo ad altre priorità: il fair play finanziario, il bilancio, il monte ingaggi da abbattere. Persino Corvino, da sempre uomo di calcio, ha dovuto impiegare la conferenza post mercato a parlare di argomenti assolutamente distanti da lui. Ma i Della Valle esigono questo e a tutti tocca adeguarsi. A tutti i dipendenti naturalmente. Agli altri tocca osservare una squadra in cui, semplicemente, è aumentato il livello di mediocrità. Nessun giocatore di primo livello, nessun titolare, nessuno i cui tifosi possano riconoscersi e questo per la terza sessione consecutiva. Ovviamente di contro si continua a vendere i pezzi pregiati e a niente vale la giustificazione che ne è partito solo uno. Ormai è chiaro, a gennaio forse un altro, di sicuro l'estate prossima e via così all'insegna del depauperamento della rosa. E il bello è che se ti azzardi a dire che la Fiorentina si sta ridimensionando qualcuno si arrabbia anche. In queste condizioni i risultati sportivi non sono la priorità e in ogni caso non mi pare che questa squadra sia in grado di ottenerne di significativi.