CIAO DAVIDE, COL SORRISO SULLE LABBRA

06.03.2018 23:30 di Luciana Magistrato Twitter:   articolo letto 266 volte
CIAO DAVIDE, COL SORRISO SULLE LABBRA

"Sono stato preso ai saldi" così si presentò Davide Astori nel 2015, al suo arrivo alla Fiorentina, scherzando sulle parole del ds Pradè che spiegava "ci è sempre piaciuto, lo avrebbe voluto anche Montella ma costava troppo". La capacità di dire le parole giuste nel modo giusto (magari anche con una battuta come in quel caso) e soprattutto il sorriso sono stati il biglietto da visita del giocatore fin dal suo arrivo a Firenze, quel sorriso che lo ha contraddistinto durante la sua (troppo breve) vita e con cui ha salutato i suoi compagni la notte del 4 marzo. Una notte dalla quale non si è più risvegliato. Il suo cuore si è improvvisamente fermato, a 31 anni e senza un perché.

E Firenze si è fermata con lui. Basta passare allo stadio Franchi per capire quanto amore e quanta stima la città provasse per lui. Una città dove Davide stava pensando, con il rinnovo che avrebbe dovuto firmare ieri e con qualche investimento, di fermarsi definitivamente con la sua compagna Francesca e la figlia Vittoria. Striscioni, sciarpe, candele e messaggi coprono ormai completamente la recinzione del Franchi all'ingresso monumentale dove c'è un via vai infinito di tifosi da domenica scorsa. E da oggi quel "muro" si è arricchito di cimeli significativi portato dalla squadra, le sue maglie numero 13 (una viola e quella rossa che avrebbe dovuto indossare a Udine domenica scorsa) e una foto con i messaggi via social dei suoi stessi compagni che poi si sono sciolti in lacrime come quelle di Saponara (il più provato ma capace il giorno prima di scrivergli una lettera bellissima e commovente) e applausi, come quello voluto dal tecnico che ha dovuto trovare le parole per consolare i suoi giocatori.

Oggi infatti per la squadra è stato il giorno della consapevolezza, della ripartenza senza il suo capitano non prima però di diventare un tutt'uno con i tifosi, andare in strada e lasciare quelle testimonianze, insieme ad una rosa bianca per mano di Badelj, simbolo di purezza. Nessun colore lo descriverebbe meglio. Puro, semplice e trasparente gli aggettivi per Davide Astori, ma allo stesso tempo risoluto e carismatico, pronto a metterci la faccia quando serviva, a difendere il gruppo ma anche a richiamarlo alle responsabilità, da vero capitano. Perché da giocatore in saldo il difensore era diventato un giocatore importante, il punto di riferimento del gruppo. E se sul campo ha saputo farsi valere, gli attestati di stima e di affetto di tante persone stanno a dimostrare che bella persona fosse. Generosa, sempre disponibile per gli eventi di beneficenza.

Rara di sicuro per il mondo del calcio, oltre il quale per Astori esisteva il vero mondo da girare con la sua Francesca di cui si era innamorato parlando appunto di un viaggio in Vietnam. Il design era un'altra passione insieme al gelato, visto che a Cagliari aveva aperto una gelateria e con il fratello aveva fatto un pensierino anche per Firenze. Insomma una vita intera non sarebbe bastata a soddisfare la sua voglia di conoscere e fare, figuriamoci se possono bastare 31 anni, quando c'è una bambina di due anni da crescere e portare ancora a spasso come faceva Davide ogni giorno. Chiunque in centro -dove aveva scelto di abitare per avere la città a portata di mano - almeno una volta lo ha incontrato di sicuro, con il passeggino e Francesca accanto, il suo mondo insomma.

Domani Davide tornerà nella sua Firenze che si fermerà letteralmente per due giorni per rendergli omaggio, a Coverciano prima per la camera ardente (dalle 16,30) e nella basilica di Santa Croce per il funerale giovedì, quando il sindaco ha proclamato il lutto cittadino. E con Firenze si ferma anche il calcio, con tutte le squadre di A e non solo che tra domani e giovedì verranno a salutare Astori. Di sicuro verranno gli amici, tanti. Intanto in B Cesena e Perugia stasera  gli hanno reso omaggio entrando in campo con una maglia ad hoc e in Champions, il PSG e il Real hanno osservato il minuto di silenzio, momenti di sincera commozione e rispetto per l'uomo che è stato in tutti e tre gli stadi.

Astori © foto di Corrierespione
Astori © foto di Corrierespione
Astori © foto di Corrierespione
Astori © foto di Corrierespione
© foto di Corrierespione
Astori in centro © foto di Corrierespione
Evento di beneficenza Astori e Francesca © foto di Adriano Conte