Le lacrime di Pasqual l'unica cosa vera di un pari al sapore di biscotto

08.05.2016 23:15 di Luciana Magistrato Twitter:    Vedi letture
Le lacrime di Pasqual l'unica cosa vera di un pari al sapore di biscotto

Aveva sognato un epilogo diverso Manuel Pasqual, avevamo previsto un epilogo diverso per i viola anche noi ed invece, alla fine dei 90 minuti, le lacrime del difensore viola prima in panchina e poi in mixed zone per l'ultima partita in viola della sua carriera sono la cosa più bella di una partita che ha rispecchiato la tabella di marcia della Fiorentina nella seconda parte di stagione, praticamente da retrocessione. Ma andiamo con ordine, partendo dal minuto sedicesimo della ripresa quando Manuel Pasqual, che ha giocato la sua ultima partita da viola (la squalifica gli impedirà di giocare con la Lazio) con tanto dell'onore dei gradi di capitano, lascia il campo. Game over, addio Fiorentina e scatta la standing ovation. Un applauso che lascia il segno nel cuore dell'ormai ex capitano che si mette a piangere in panchina. Lacrime che continueranno al 90' lanciato in area dai comoagni e applaudito ancora più forte da tutto lo stadio. Lui si commuove e ricambia quell'abbraccio come se non ci fosse un domani. D'altronde un domani ci sarà per Pasqual, ma non in viola. Niccolò, il suo bambino allo stadio per sfilare con gli altri baby viola ad inizio gara, chiede perché il babbo piange, Aurora dà più o meno una spiegazione plausibile, ma il calcio è questo e Pasqual glielo dovrà far capire in qualche modo che una maglia, pur dopo undici anni, non è tua per sempre, se non nell'anima.

 "Accetto la decisione della società con le lacrime ma con il sorriso. Ieri il presidente e i direttori mi hanno dato la comunicazione che oggi sarebbe finita, che non rientro nel progetto tecnico (lo ribadisce e sottolinea anche nel siparietto con il tecnico Sousa a Sky, non a caso, ndr). Ci resti male, ti incazzi ma poi sei coerente. Mi sono goduto questa partita da capitano, è stato bello. Il ricordo che porterò con me di questi undici anni? Quello di oggi, è una festa che resterà nel mio cuore. Ho vissuto tanto, anche troppo affetto. Una nuova avventura? Certo, non ho ancora squadra ma è il mio ultimo pensiero ora. Se ritornerò da dirigente? Può darsi, ma ora voglio ancora giocare” dice Pasqual a più riprese in mixed zone con le parole rotte di pianto. Un addio sentito il suo insomma, con la rabbia e l'amarezza di averlo saputo solo ieri che era davvero finita. Il messagio sul sito ufficiale e la festa improvvisata rendono meno brutto il comportamento di una società che si è dimostrata arida e priva di sentimenti verso quella che di fatto era l'ultima bandiera e che dopo 11 anni avrebbe meritato un finale migliore e preventivato da tempo e non all'ultimo tuffo.

Il finale commovente di Pasqual ha fatto passare in secondo piano due cose: il quinto posto matematico della Fiorentina (per il quarto anno consecutivo in Europa), da non sottovalutare per le aspettative estive e dopo una stagione travagliata nella seconda parte, e l'ennesimo pareggio con una squadra piccola. La Fiorentina è riuscita a pareggiare con tutte le squadre che erano invischiate nella corsa salvezza. Certo questo pari ha un sapore meno amaro, anzi quasi il sapore dolce del biscotto (il Palermo nell'ultima gara affronterà il Verona e, con un punto in più del Carpi, con questo pari può dirsi salvo) se non fosse per qualche guizzo di Bernardeschi e Zarate e il palo di Kalinic che ha svegliato improvvisamente dal torpore il pubblico intento anche a mandare "messaggi subliminali" alla società per chiedere passione. Certo la Fiorentina ha avuto in mano la partita ma il motivo è ormai vecchio: se non segni non vinci e del possesso palla sterile non si era detto già basta con Montella? E nel giorno della sconfitta e delle contestazioni proprio a Montella a Genova un dubbio sulla straordinaria prima parte della stagione viola mi sorge spontaneo: non è che Sousa ha semplicemente sfruttato la Fiorentina del buon Vincenzo, con qualche correzione buona per carità, visto che quando si è sgonfiata il tecnico portoghese non ha saputo mettere nessuna idea sua per farla ripartire? Rinforzi e Cognigni referente sono le parole chiave per il tecnico in vista della nuova stagione, tanto da tirare in ballo il presidente esecutivo almeno dieci volte in due giorni (come un deus ex machina). Speriamo siano sufficienti a fare meglio di questi cinque mesi disastrosi.

Garda le lacrime di Pasqual in mixed zone da Firenzeviola.it: (http://www.firenzeviola.it/primo-piano/video-fv-le-lacrime-di-pasqual-in-mix-zone-208291)