Macia: "Vi racconto tutto di me e della mia vita in viola"

04.11.2013 12:48 di  Luciana Magistrato   vedi letture
Macia: "Vi racconto tutto di me e della mia vita in viola"
Lo scorso anno si regalò un corso di italiano, ora, per festeggiare il secondo anniversario del suo arrivo alla Fiorentina, si è regalato una carta d'identità nuova di zecca rilasciata dal comune di Firenze che certifica la sua residenza proprio nel capoluogo toscano. Eduardo Macia, direttore tecnico della Fiorentina, e responsabile del settore giovanile, sbarcò a Firenze proprio all'inizio di novembre del 2011 portato dall'allora ds Pantaleo Corvino e dopo molti mesi di 'invisibilità' piano piano è diventato sempre più uomo simbolo di questo nuovo corso intrapreso dalla società ma soprattutto sta vivendo sempre più Firenze come una scelta di vita. Ripercorriamo con lui questi due lunghi anni nel capoluogo toscano: "Per festeggiare i due anni mi regalo Firenze -spiega il dirigente viola in esclusiva al Corrierespione- una città che mi fa impazzire ed ora che conosco voglio farci una bella passeggiata per dialogare con lei e le persone che ci vivono. A volte si scopre una città solo quando si va via, io non voglio fare questo errore". A scanso di equivoci Eduardo Macia non ci pensa proprio ad andare via e non tanto per il contratto che lo lega alla Fiorentina fino al 2016 (si dice ci siano anche delle pesanti penali in caso di rottura) ma perché si sente parte integrante della società e del suo progetto: "Il mio pensiero è stare qua, mi piace identificarmi nella Fiorentina e ci resterò fin quando la proprietà mi riterrà utile. D'altronde Firenze l'ho preso come un segno del destino: il giglio simbolo di questa città in Spagna è il fiordelys che è anche simbolo del villaggio dei miei nonni, Llombay e Catadau. Ero predestinato insomma".imageA Firenze Macia confessa di non annoiarsi, né al lavoro né fuori dal campo: "Le mie giornate sono quelle classiche di una persona che vive da sola, perciò sono molto concentrato sul lavoro, che si svolge tra sede, centro sportivo e molti viaggi. Ma nelle altre città dove ho vissuto a volte aprivo la porta di casa e trovavo solo silenzio, a Firenze invece mi organizzo, vado a cena con gli amici o a vedere la partita a casa di qualcuno, o ancora a cena con Daniele Pradè e il mister". Con loro però non parla solo di calcio... "No, parliamo delle nostre vite, dei problemi, di cose simpatiche, ci raccontiamo aneddoti del nostro passato. Io e Daniele siamo due dirigenti che sanno gestire il calcio ma anche persone che si confrontano e parlano di tutto per ore. Forse è questa la nostra forza insieme al fatto di avere a che fare con una dirigenza viola capace, con la quale si pensa sempre a come migliorarci". Inoltre Macia ha validi collaboratori, alcuni scelti personalmente: "Con loro c'è rispetto, dialogo, scambio di idee. A me piace dare loro responsabilità e libera iniziativa perché solo così posso avere il loro meglio. Sono arrivati Hansen, Vicki Pappa (insieme nella foto) e Stefano Desideri perché cercavamo persone forti, di alto livello ma ho visto crescere molto anche chi c'era già, Bonelli, Daniela, Vergine, Niccolini e Cappelletti... tutti capaci nel loro ruolo". image Cosa curiosa però in questi anni non ha più sentito Corvino, che pur l'ha portato: "Non c'è stata occasione anche perché penso volesse staccare la spina per riprendere fiato, ma ho un profondo rispetto per il grande dirigente di calcio qual è, dal quale ho imparato molto, come faccio da chi ho intorno".Tornando alla vita privata, Macia anche a Firenze adotta il concetto di vita tipico di Valencia, ossia assaporare e godere tutti i momenti della vita. Dal suo appartamento al 31esimo piano di un grande palazzo di Valencia, il dirigente viola può vedere tutta la città così scruta l'orizzonte, come fa anche quando va in spiaggia e guarda il mare, si rilassa e pensa... "L'orizzonte è come un lungo percorso e mi piace immaginare come possa proseguire e come fare per migliorarlo" spiega. A Firenze non c'è il mare e la sua casa è una villetta tranquilla a due piani a Firenze Sud ma Macia ha la soluzione per pensare anche qui: "Vado a piazzale Michelangelo, da dove posso scrutare la bellezza di Firenze e rilassarmi. È il posto che amo di più della città. A volte vado a cena con gli amici proprio lì, per ammirare il panorama dal ristorante". A proposito di amici, il dirigente a Firenze ha trovato "amici veri, che mi fanno sentire un fiorentino e che mi chiamano per nome, Eduardo, e non direttore. Oddio, i più mi chiamano Edoardo a dire il vero, ma va bene lo stesso" scherza Macia. Oltre alla Vedetta da dove guarda Firenze, il dt viola ama scoprire ristoranti piccoli ma particolari, 'che abbiano un profumo proprio, non del solito circuito". Le tre panche, L'antico Noè, Le carceri, Torre 79, Giorgio, La reggia quelli dove va più spesso, con Pradè o per lavoro sceglie invece Tredici Gobbi, Via vai, Fuor d'acqua, il giapponese. imageLo spagnolo spiega anche il suo rapporto con i tifosi viola: "Corretto, inoltre mi piace molto la passione del fiorentino, unica come la città. Mi piace stare vicino alle persone, non è che io viva in un mondo diverso dal loro. La vita è fatta di rapporti diretti e mi piace pormi nello stesso modo con il tifoso semplice o con il sindaco". A proposito di Renzi: "quando lo vedo esultare allo stadio penso che non sia il sindaco -scherza- è un grande tifoso, passionale e una persona con le idee giuste per i tempi moderni e tanta voglia di fare". Macia è sempre più inserito a Firenze, insomma, eppure la sua famiglia, la moglie Noemi e i due gemelli, è rimasta a Valencia: "Mia moglie è direttrice generale di una importante azienda ed ha preso lei stessa la decisione che riguarda la sua vita ed io l'ho condivisa come lei condivide e rispetta le mie. Noemi mi piace proprio perché ha una grande personalità ed è indipendente, sa prendere le iniziative e questo mi aiuta. Non mi piacciono le donne che vivono nell'ombra di un uomo, per me è importante pensare che siamo sullo stesso piano. Le sue qualità? La sua energia, la capacità di guardare al futuro, la determinazione nel saper dire anche di no. Lei e i miei figli mi mancano, certo, ma li sento tutti i giorni e quando, circa ogni due mesi, li vedo mi rendo conto di come loro stiano crescendo più forti, più responsabili e, grazie a mia moglie, nel migliore dei modi e ne sono orgoglioso. Inoltre dei nostri figli, gemelli eterozigoti, Nacho somiglia a me ed Edu a lei ed è una cosa molto bella. La loro mancanza rende più forte anche me". I due bambini hanno iniziato ora la scuola calcio ma non perché spinti dal padre ma per passione e sono soprattutto molto attenti alle vicende della Fiorentina: "Proprio oggi mi hanno chiesto dell'infortunio di Ambrosini, sono molto preoccupati" racconta il dt viola. A questo proposito, la famiglia di Macia è stata a Firenze proprio questo week end. maciafamiliLa vittoria con il Milan ha riportato il sereno nell'ambiente viola, ma Macia sembra non aver perso l'aplomb quasi inglese neanche dopo il ko immeritato con il Napoli che ha lasciato uno strascico di polemiche: "Il calcio è un mondo in cui non esiste giustizia, nel senso che non sempre vince chi gioca meglio e devi sempre mettere nel conto l'errore di un attaccante come di un arbitro. Il calcio è come il fuoco, non devi stare troppo lontano altrimenti non ti scalda ma neanche troppo vicino, altrimenti ti bruci, e per questo serve equilibrio mentale. E comunque vada il lavoro deve continuare ed è proprio la fiducia in quello che abbiamo fatto e che faremo che mi fa stare sereno e mantenere la calma. Ho apprezzato ad esempio il comportamento di Montella a fine gara". A maggio Macia festeggerà il 40esimo compleanno: "L'età più bella perché permette di apprezzare i valori della vita come l'onestà a tutti i livelli-con se stesso e con gli altri-e l'umiltà di capire che si può sempre imparare e che si cresce solo riconoscendo i propri errori. Insomma è l'età della maturità e della stabilità"... Macia insieme al compleanno, visto il mese, spera di festeggiare insieme anche un trofeo viola: "Siamo ambiziosi e stiamo facendo un buon lavoro soprattutto per assicurare un futuro di stabilità, ma ci spero eccome, anzi lo sogno perché a volte i sogni si avverano". (La foto con la maglia è di Firenzeviola.it)image