DDV fomenta, ADV esplode. Si ma con quali prospettive?

 di Luciana Magistrato Twitter:   articolo letto 187 volte
© foto di Federico De Luca
DDV fomenta, ADV esplode. Si ma con quali prospettive?

La stanchezza fa brutti scherzi. Ormai è chiaro. E la Fiorentina sembra essere entrata in un vespaio senza uscita del "tutti contro tutti", in attesa solo del fischio finale di Fiorentina-Pescara per azzerare tutto. Le parole di questa mattina di Diego Della Valle sembrano acqua sul fuoco in confronto a quelle successive di Andrea Della Valle che vuole invece fare un passo indietro. Ma da cosa e in che modo? Andrea Della Valle è il meno colpevole si sa, lui viaggia sulla scia dell'entusiasmo, cerca consensi, suda in tribuna, si nutre di amore dei tifosi, se c'è da mettere mano al portafogli lo fa (tranne poi avere il veto dei contabili), dà fiducia a chi deve costruire la squadra e a chi deve farle ottenere dei risultati. In questo percorso a tratti difficili c'è da riconoscergli che è stato lasciato da solo dal fratello Diego, uno che è arrivato a capo di un impero con le sue capacità e il suo grande carisma ma che non vuole più usare per la Fiorentina lasciata in mano ad Andrea appunto: "Chi si occupa di Fiorentina è mio fratello, io gli ho solo chiesto dove stia il divertimento, perché recentemente mi pare che ci si diverta poco. Lui decide in autonomia come sempre e lo fa con grande innamoramento della città di Firenze, che noi consideriamo come una famiglia. Non si può stare però in Paradiso a dispetto dei santi" ha ribadito anche oggi. E ad Andrea deve essere rimasta in testa questa domanda "dov'è il divertimento?". Quasi fomentato dal fratello - che di sicuro una certa ascendenza su di lui c'è l'ha e anche tanta - oggi è così esploso "Credo che sia arrivato il momento che faccia un passo indietro e mi faccia da parte, perché così non aiuto la Fiorentina. Ho sempre vissuto di cuore, passione e soldi, e spero di aver dato belle soddisfazioni. In questo momento però c'è un equilibrio che non percepisco più in città, e non capisco perché". Poi però ad un unico giornalista (a proposito, bravo Stefano Rossi di Radio Bruno ad aver intercettato entrambi i Della Valle) parla di "contraddittorio malsano". Dov'è sto contraddittorio c'è da chiedersi. Ecco che allora qui va data ragione alla Curva Fiesole che in un comunicato sprona invece i due proprietari viola a chiarire la posizione  "fate una bella conferenza stampa SOLO VOI DUE senza gli intermediari di turno - si legge nel comunicato - Parlateci, raccontateci quello che volete fare in maniera chiara e trasparente. Noi saremo li ad ascoltarvi pronti a riaccogliervi se decidete di tornare magari si fa anche du' parole insieme. Attenzione però il nostro è un AMORE non un prodotto. Diego, Andrea o lo trattate come tale tornando ad essere presenti e vicini oppure vi si ridice, per noi potete andarvene fin da subito, non vi preoccupate noi si va avanti lo stesso". In effetti per parlare di contraddittorio si dovrebbe parlare in mezzo alla gente e alla città, e non da Benevento o al giornalista di turno (sia casualmente li o per un'intervista concoradata ad un giornale) perché così le parti  restano distanti. Soprattutto Diego sembra un entità distaccata, che parla al giornalista di turno una tantum e lontana da quel patron che festeggiava la promozione dalla C2 con la squadra. Che nostalgia quella foto. Cosa vuole fare Andrea? Diventare un'entità astratta come il fratello? Non venire più a Firenze e lasciarsi rappresentare da un presidente esecutivo che a Firenze nessuno vuole e che di sicuro renderebbe il rapporto ancora peggiore (poco importa se Cognigni passa le ore nella sede viola, più di chiunque altro, per far funzionare la macchina, ma già in passato nel post Prandelli l'esperimento non funzionò) o far mettere la faccia agli unici due ai quali Firenze vuole davvero bene, come Salica e Antognoni, che hanno però poca voce in capitolo? La Fiorentina ha tutti i ruoli ben coperti, è vero, ma basta a dare credibilità ad una società e ad un progetto dai quali il proprietario si allontana? Con quale autorevolezza si convince Bernardeschi o chiunque altro a restare o a firmare? Con quale autorevolezza si impedisce ad un capitano come Gonzalo di sputare nel piatto dove ha mangiato in una conferenza organizzata nella sede stessa, al di là delle ragioni? Se Diego volesse davvero fare il bene del fratello dovrebbe non fomentarlo ad alzare bandiera bianca chiedendogli dov'è il divertimento, ma standogli vicino e accompagnarlo in un processo di riconquista dei fiorentini. Perché qui invece dell'ennesimo passo indietro servirebbe un passo avanti, magari di chi ha più carisma e autorevolezza. Questo è un consiglio da chi dalla sorella maggiore si aspetterebbe questo aiuto, ben inteso. L'impressione comunque è che la fine della stagione arrivi al momento giusto, vacanze per tutti per staccare la spina e appuntamento al prossimo anno, carichi più che mai, Andrea compreso (prima o poi).