Quando un gol ed una partita sanno ancora emozionare...

 di Luciana Magistrato Twitter:   articolo letto 142 volte
Quando un gol ed una partita sanno ancora emozionare...

Il calcio è passione, è uno sfogo e più spesso è una rivincita sulle difficoltà della vita. Il gol di Zarate, per chi conosce la situazione che l'argentino sta attraversando, stasera ha avuto quel sapore. È entrato da pochi minuti quando segna (e forse è entrato solo perché la squadra stava già vincendo visto che Sousa non è certo il tipo che vuole rischiare con un giocatore che suo malgrado non è sul campo al 100%) e quel gol di destro al volo ha tutto il sapore della rivincita sul male, sulle difficoltà della vita appunto. Quelle che ad un certo punto si sono insinuate nella vita quasi da favola di Maurito e della moglie Natalie, colpita da un tumore al seno ed ora in Argentina per curarsi. Un gol che ha emozionato l'argentino che lo desiderava e lo aspettava, tanto da aver preparato una maglietta con la dedica alla moglie, "alla donna più bella e più coraggiosa". E Zarate era talmente carico e voglioso di sfogarsi dopo aver aspettato tanto quel debutto stagionale che ha segnato addirittura una doppietta, con una punizione pennellata come solo lui sa fare. Gol belli ed emozionanti appunto che, soprattutto il primo, hanno fatto scendere una lacrima sul viso di quasi tutti i tifosi, in piedi ad applaudirlo e ad applaudire idealmente Natalie che sta vincendo anche la sua partita personale. Poco importa se quei due gol nella ripresa arrotondano (5-1 il finale) un risultato già acquisito nel primo tempo (3-0) dalla Fiorentina contro il Qarabag rimasto in dieci dopo mezzora. Ed è stata proprio l'espulsione di un avversario ad aver messo in discesa la gara dei viola, per venti minuti -troppi per la differenza di valori in campo - in balia degli azeri. Così Babacar, dopo aver fallito almeno tre occasioni, riesce a sbloccare la gara al 38' e a ripetersi nel recupero non prima però del suo compagno d'attacco, Kalinic, in vena di assist e colpi di tacco. Tre a zero e tutti a bere the caldo per poi dare il là alle sostituzioni di rito (ma già l'undici iniziale era stato rimaneggiato per 8/11esimi) con l'ingresso dello stesso Zarate che ha cambiato la gara anche dal punto di vista emotivo perché una vittoria che doveva essere ed è stata scontata, con il gol, la dedica e le lacrime dell'argentino è diventata emozionante e più bella che mai.